Arriva novembre e porta con sé le piogge, il freddo e gli immancabili raffreddore e influenza; ma sapevate che possiamo proteggerci con la frutta e la verdura di novembre?
Ebbene sì, è possibile proteggere la nostra salute e rafforzare il nostro sistema immunitario facendo semplicemente attenzione a consumare regolarmente frutta e verdura di stagione e possibilmente locale.
Perché proprio di stagione?
Il motivo è semplice:
• La frutta e la verdura che viene raccolta rispettando i naturali tempi della natura hanno più tempo per maturare e sviluppare i principi nutritivi. Per questo motivo è più ricca di vitamine, sali minerali e antiossidanti rispetto alla frutta e alla verdura coltivate in serra.
• Inoltre, consumare prodotti di stagione e di provenienza locale aiuta a ridurre il consumo di risorse come energia elettrica, gas e benzina per il trasporto.
Non solo: aiuta a sviluppare un modello di consumo sostenibile e aiuta gli agricoltori italiani e europei nelle loro attività di agricoltura. meglio ancora se biologica.
Che aspettate?
Scopriamo insieme i benefici e le proprietà della frutta e verdura di novembre e come proteggerci dal raffreddore e dall’influenza! ⤵️

La frutta di stagione di Novembre:
Arance:

Non c’è dubbio, insieme alle mele le arance sono il frutto che ci accompagna per tutto l’inverno. Ma quali sono i benefici e le proprietà di questa frutta tanto amata?
Tutti lo sanno: quando siamo ammalati con il raffreddore la prima cosa da fare è bere una spremuta d’arancia.
Ma che effetto ha sul nostro organismo? È vero che consumare arance ci aiuta a superare il raffreddore?
La risposta è sì: è stato dimostrato che il consumo di vitamina C aiuta a combattere gli effetti del raffreddore. Non solo, aiuta anche a prevenirlo se viene consumata spesso e con regolarità.
Secondo uno studio infatti, consumare almeno due dosi di vitamina C al giorno riduce del 18% la probabilità di ammalarsi di raffreddore negli adulti e dell’8% nei bambini. Non solo è l’arancia è utile per curare, ma è fondamentale per una buona prevenzione contro i disturbi stagionali.
Tuttavia, quello che vi potrà sorprendere è che l’arancia non è il frutto con la maggiore quantità di vitamina C. Il primato spetta infatti al kiwi, che da solo contiene 97,2 mg di vitamina C per cento grammi contro i 53,2 delle arance.
Cosa possiamo trovare nelle arance però? Sicuramente una grande quantità di fibre e antiossidanti, che come sapete aiutano a combattere l’insorgenza dei tumori e l’invecchiamento delle cellule. Non solo, i carotenoidi nelle arance aiutano a proteggere la nostra vista e i nostri occhi.
L’acido ascorbico nelle arance stimola l’assorbimento del ferro: per questo è utile associarlo ad alimenti che lo contengono.
Per riassumere: l’arancia potenzia le difese immunitarie, favorisce la digestione e rafforza i capillari. Insomma, è proprio il frutto della salute!
Attenzione! Evitate frutti dalla buccia molle e controllate il picciolo: se è verde vuol dire che il frutto è stato raccolto da poco e quindi è fresco.
Kiwi:

Come abbiamo visto prima, il kiwi eccelle per il suo contenuto di vitamina C. Ma quali altre proprietà nasconde questo frutto di novembre?
I kiwi sono ricchissimi di acqua e fibre; per questo motivo sono consigliati a tutti quelli che hanno problemi intestinali e di stitichezza. Molti li considerano un vero e proprio lassativo naturale, molto più sano e senza le tante controindicazioni dei farmaci lassativi.
Oltre a essere ricco di potassio e ferro, nel kiwi si trova anche una considerevole quantità di acido alfa-linoleico. Ma cos’è questa sostanza? Non si tratta nient’altro che di un acido grasso essenziale, ovvero un omega 3.
Possiamo trovare questo acido in quantità maggiore nei semi, ma anche il frutto fresco ne contiene una discreta quantità. Come tutti gli acidi grassi aiuta a diminuire i trigliceridi e il colesterolo cattivo nel sangue.
Tenete presente però che nessu alimento da solo può fare miracoli!
Attenzione! I kiwi di solito si comprano acerbi. Per favorirne la maturazione si possono mettere a conservare vicino alle mele, che pare ne aiutino la maturazione.
I frutti saranno maturi quando toccandoli cederanno leggermente alla pressione delle dita.
Castagne:

Niente fa più autunno delle castagne messe al fuoco del camino. Ma quali principi nascondono questi piccoli frutti che per tanti italiani erano una delle poche fonti di sostentamento sicure? Scopriamolo insieme!
Come tutti sappiamo, le castagne non sono un vero e proprio frutto dal punto di vista nutrizionale. La loro funzione è più simile a quella dei cereali, per questo motivo sono da sempre utilizzate per preparare pasta, pane, focacce e dolci vari.
Le castagne sono ricche di sali minerali come potassio e fosforo, e di vitamine B2 e PP, fondamentali per la salute dei nostri tessuti.
Non solo, la castagna è anche amica della salute delle donne. Dal momento che sono ricche di acido folico, le castagne sono consigliate in modo speciale a tutte le donne in gravidanza, anche per la presenza di carboidrati complessi che apportano molta energia.
Per lo stesso motivo sono sconsigliate a chi è diabetico o segue una dieta ad apporto ridotto di zuccheri e carboidrati.
Le castagne possono aiutarci anche per i disturbi della stagione?
Certo! Se, come abbiamo visto, le arance e i kiwi sono ricchi di vitamina C e aiutano a proteggerci dal raffreddore, le castagne ci aiutano ad alleviare i sintomi della tosse e dell’infiammazione alle vie respiratorie.
Come? Attraverso un infuso fatto a partire dalle foglie e la corteccia del castagno, utile anche per la salute della nostra pelle. In queste parti della pianta si accumula il tannino, che ha un’efficacia dimostrata nel trattamento delle bronchiti.
Attenzione! Scegliere sempre castagne dalla buccia liscia e lucida, senza spaccature. Attenzione alla presenza di buchini sulla frutta, molto probabilmente si tratta del segno della presenza di un parassita!

La verdura di stagione di Novembre
Cavolo nero:

Lo sapevate che il cavolo nero è considerato un super food? Nemmeno noi in realtà. Siamo così abituati a vederlo nelle nostre zuppe e minestre che ci sembra strano accostarlo a cibi più esotici come le bacche di goji.
A quanto pare il cavolo nero è ricco di flavonoidi (ricordate il nostro articolo? potete leggerlo QUI): sostanze che ci aiutano a combattere i tumori e l’invecchiamento e sono alleate del nostro sistema cardiocircolatorio.
In poche parole: regola la pressione, il colesterolo, protegge il cuore, le ossa, la vista, migliora la memoria e ci protegge dalle infiammazioni.
Mica male per un semplice cavolo!
Non solo, il cavolo nero è ricco di vitamine A, C, E, K e B e di sali minerali come il calcio, ferro e zinco, responsabile del buon funzionamento del nostro sistema immunitario.
Ricchissimo di acqua e fibra, il cavolo nero è anche un buon alleato del nostro sistema gastro-intestinale. Non solo per quanto riguarda la buona digestione e la motilità intestinale, è utile anche per combattere le infiammazioni a livello dello stomaco e gli stati di ulcera.
Ricordate quindi di aggiungerlo alla vostra dieta!
Attenzione! Evitate le piante con foglie gialle, avvizzite e con macchie; scegliete solo cavoli neri con le foglie verdi e turgide, segno di freschezza.
Carote:

I Greci, i fondatori della medicina occidentale, utilizzavano le carote non tanto per mangiarle ma piuttosto come pianta officinale. Sembra che noi, al contrario, ci siamo dimenticati delle loro innumerevoli proprietà e benefici.
Ricche di antiossidanti (i nostri amici flavonoidi), di sali minerali (ferro, calcio, rame, magnesio e zinco) e di vitamine A, B e C, le carote sono davvero le alleate della nostra salute.
Spesso nell’alimentazione si sente dire che dobbiamo “mangiare l’arcobaleno”. Ma cosa vuol dire questo motto?
Vuol dire che possiamo riconoscere il valore nutritivo degli alimenti anche dal loro colore; per questo è importante variare molto nella dieta e non lasciare nulla nel piatto!
Anche le carote, come già sapete, non sono solo arancioni e ognuna di questi tipi ha proprietà diverse.
Ecco qui le diverse varietà:
Carote arancioni: ricche di betacarotene, sostanza che viene trasformata dal nostro organismo in vitamina A.
Il betacarotene è fondamentale per la vista, per la pelle e sopratutto per il sistema immunitario.
Pensate, cinque carote apportano tra 5 e 10 volte tanto il fabbisogno giornaliero di questa sostanza!
Carote rosse: sono ricche di licopene, la sostanza che è presente anche nei pomodori ed è fondamentale per combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.
Carote gialle: ricche di luteina, una sostanza importante per il benessere dell’occhio e della vista.
Carote viola: questo tipo di carote è ricco di antociani, degli antiossidanti della famiglia dei flavonoidi.
Come tutti gli altri flavonoidi aiutano a combattere contro i tumori, l’invecchiamento cellulare e le infiammazioni. Inoltre aiutano il sistema cardiocircolatorio, mantenendo bassa la pressione.
Attenzione! Scegliere carote dure e con un colore brillante. La consistenza molle e le macchie sono un effetto della cattiva conservazione o del marciume.
Cavolfiori:

Forse non è la cosa più invitante per una merenda o uno snack, ma il centrifugato di cavolfiori è considerato un toccasana contro il raffreddore. Perché?
Sicuramente perché i cavolfiori hanno un’alta percentuale di vitamina C (più alta di quella delle arance), di vitamina A, B e K. Inoltre, sono ricchi di sali minerali (potassio, ferro, sodio e magnesio) e di fibra alimentare, che aiuta le funzioni dell’intestino. Tra queste si trova la pectina, che è responsabile del mantenimento del livello normale di colesterolo nel sangue.
In modo simile alle carote, anche i cavolfiori hanno un contenuto considerevole di flavonoidi antiossidanti. Inoltre, proprio come le carote, il loro colore ci dà un indizio sul tipo di sostanze che contengono.
I cavolfiori, come tutti i cavoli, combattono gli stati di infiammazione del nostro corpo. Per questo motivo sono utili anche contro il raffreddore e le infiammazioni delle vie respiratorie in generale.
Come ultima cosa, il cavolfiore è un vero e proprio amico del nostro cervello e della memoria.
La colina, una vitamina, presente nei cavolfiori è direttamente coinvolta nel processo di formazione e sviluppo cerebrale. Degli studi hanno dimostrato che il consumo di questa sostanza è fondamentale durante la crescita e in gravidanza, in quanto aiuta lo sviluppo delle connessioni tra i neuroni, specie nell’ippocampo.
Questa zona del cervello è coinvolta attivamente nel processo di apprendimento e di memorizzazione delle informazioni; avevano ragione allora i nostri genitori a convincerci a mangiare i cavolfiori!
Attenzione! Il fiore (la parte bianca del cavolfiore) deve essere priva di macchie e deve avere un colore omogeneo.
Ricapitoliamo velocemente: Ecco la tabella con la frutta e la verdura di novembre!

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Credits:
Non sprecare • Personal Trainer • Il giornale del cibo • Cure naturali

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